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TERRA RUMEJA
IL NUOVO LAVORO DEL GRUPPO DI
MUSICA POPOLARE
FESTA FARINA e FOLK



Le sane contaminazioni tra melodia intangibile
e musica contemporanea
dal sito sanmarcoinlamis.eu

Festa Farina e Folk è una di quelle entità che ti fanno sentire fiero di appartenere al Gargano, quel monolite calcareo, aspro e brullo che si erge imponente da un mare di grano sottostante. Una terra, scelta chissà per quale recondito motivo, come eterna dimora dall’Arcangelo Michele. In uno di quegli anfratti che la trafiggono da capo a piedi. E che nei secoli ha portato al suo cospetto milioni di pellegrini spinti dal solo carburante della fede.
Si apre proprio col canto in presa diretta dei romei sammarchesi, intenti a fare il loro ingresso nella sacra grotta, il primo brano (Tarantella Rumeja) del nuovo CD dei Festa Farina e Folk,
TERRA RUMEJA. Un lavoro, il quarto da quando il gruppo nel 1980 fece la sua prima comparsa nel panorama musicale del folk, che questa volta esce dagli angusti confini orografici della Valle dello Starale, per abbracciare con i suoi canti l’intero promontorio: una sorta di globalizzazione musicale sul fulcro dei romitaggi, imperniato sul santo per eccellenza e sui racconti tragici che furono le lotte postunitarie delbrigantaggio; senza tralasciare fatti di vita quotidiana, come il triste fenomeno dell’emigrazionenarrato nel brano strappalacrime Vaje Luntane. In Tarantella Rumeja, la geniale penna di Leonardo Ianzano (autore della maggior parte dei brani: uno scrittore per immagini, ama definirlo Angelo Ciavarella, mandolinista del gruppo) invita i santi del Gargano a scendere sulla Via Francesca alla volta di San Michele. Con San Matteo, Padre Pio, San Nazario e la Vergine di Stignano, anche mast Cicce solca la Via Micaelica, che, come ci spiega meglio Raffaele Nardella, altro non è che San Francesco. Non è un caso che San Michele “appaia” spesso nelle cantate dei Festa Farina e Folk: diversi componenti del gruppo, infatti, sono parte attiva della confraternita che ogni anno porta a Monte Sant’Angelo centinaia di fedeli. “Ogni angolo della mia casa – confessa Leonardo Ianzano durante la conferenza stampa di presentazione – è invasa dalla benefica presenza del santo”.

Un lavoro superlativo, l’ultima fatica dei
Festa Farina e Folk, frutto di un anno di impegno e dato alle sale di incisione grazie al perfezionismo meticoloso, quasi maniacale, di Angelo Gualano, produttore e direttore artistico dell’opera.
“Il nome Festa Farina e Folk - spiega Angelo Ciavarella, uno dei decani del gruppo - nasce per assonanza al vecchio detto borbonico, festa farina e forca, che individuava nel divertimento popolare, nell'abbondanza del grano e nella rigidità delle punizioni i tre elementi che servivano ad un regnante per assicurarsi un popolo fedele e rispettoso. Ovviamente con le armi della musica la forca veniva definitivamente debellata per far posto ad una espressione certamente meno violenta quale la musica "Folk".
“Ma nei tre elementi del nome del gruppo si individua anche uno dei momenti creativi della musica popolare: infatti proprio nelle feste estive che coincidevano con la raccolta del grano si creava l'ambiente favorevole per lo scambio, e quindi la divulgazione, delle conoscenze musicali di ognuno. Nella festa del grano, - dice Raffaele Nardella - ossia della farina, si viveva il momento della creatività popolare che, in definitiva è il folk”.
In TERRA RUMEJA, hanno creduto musicisti di levatura internazionale come Stefano Pesante (storico collaboratore di Teo Ciavarella), flauto e sax in Carevunella, Lu cognate traedtor, I vaje luntane, e la violinista H.E.R., che con le sue note ha accompagnato O re re. Tra le tantissime collaborazioni, H.E.R. (al secolo Erma Castriota) oltre ad essere violinista di Teresa De Sio, annovera una versione di “Nessuno Mi Può Giudicare”, presente nella compilation “World Pride”, ma soprattutto, ha scritto l'unico brano inedito dell'ultima antologia di Donatella Rettore, “Primadonna”. Degna di nota la collaborazione della bravissima Michela Parisi “particolarmente portata per il canto e le arti visive” dicono i FFF, che ha prestato la sua voce soave e sicura in Lu cognate traedtor, La via la funtanellae in O re re. Nell’ultimo cd, infine, non poteva mancare Lu Zambre (ispirato alle gesta del brigante sammarchese Angelo Maria Del Sambro, giustiziato nel 1862 nella “Noce del Passo”) brano con cui i Festa Farina e Folk hanno vinto la seconda edizione del Festival nazionale della musica popolare svoltosi nel 2010 a Brindisi.

Redazione sanmarcoinlamis.eu

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Festa Farina e Folk
dal sito sanmarcoinlamis.org

Il CD si arricchisce di due collaboratori di eccellenza, esterni al gruppo, quale H.E.R. violino stabile della band di Teresa De Sio, e Stefano Pesante (flauto in Carevunella), oltre a Benito Ripoli e Michela Parisi. Il gruppo Festa Farina e Folk si propone di interpretare il folk in chiave blues o jazz, come ha fatto Stefano Pesante nel brano "Caruvunella", o rock come H.E.R. con il suo violino nel brano "O re re". Il titolo del CD Terra Rumeja preso dal primo brano “Tarantella Rumeja” in cui l’autore immagina vari Santi: “San Nazario, San Matteo, la Madonna di Stignano, San Pio” sulla Via Sacra dei Longobardi diretti a Monte Sant’Angelo in una veste inedita “mentre ballano la tarantella garganica”.

Nei precedenti lavori musicali i Festa Farina e Folk prendevano come punto di riferimento fatti e avvenimenti di San Marco in Lamis, in questo nuovo album musicale è il Gargano a ispirare i vari brani, anche perché, ammettono i gli artisti di Festa Farina e Folk, “diventa difficile parlare di canti legati solo a una realtà locale, e il momento migliore di interscambio culturale fra le varie comunità era un tempo la festa del grano, in cui i contadini del Gargano si univano nella raccolta del grano a sera si festeggiava con la musica folk e popolare di tutto il promontorio”. Il gruppo musicale di Festa Farina e Folk nasce agli inizi degli anni 80 a San Marco in Lamis, un gruppo di giovani musicisti, Angelo Ciavarella, Leonardo Ianzano, Raffaele Nardella e Teo Ciavarella, dedica la propria attenzione alla riscoperta del canto popolare della città e del Gargano in genere.

La prima Cassetta “Canti popolari di San Marco in Lamis” vol. 1 esce il 14 febbraio 1984. Dopo cinque anni il gruppo nel 1989 incide la seconda cassetta con il titolo “La luna inte lu puzze”. Passano gli anni tanti gli artisti che collaborano con il gruppo, ne ricordiamo qualcuno: Michele Gaggiano, Rachele Bonfitto, Manuela Di Summa Angela La Porta, Teo Lombardi, Natale Fratino, Antonio Scola, Giuseppe Soccio, Giuseppe Bonfitto, Tiziano Paragone e Matteo Canistro. All’inizio degli anni 90 il gruppo musicale dopo dieci anni di collaborazione si scioglie. Con il passare degli anni iniziano i primi contatti, tra i vecchi elementi, per rifondare i Festa Farina e Folk, arrivano nuovi collaboratori che arricchiscono il gruppo.
Il 25 agosto 2007 il gruppo folk si ripresenta al pubblico con un nuovo CD musicale dal titolo “Festa Farina E Folk”.

Arriviamo al 2012, è disponibile da pochi giorni, dopo un anno di lavoro incessante, “Terra Rumeja” un CD musicale che ha tutte le carte in regola per fare successo, i brani sono un mix di musica meravigliosa, ascoltare le varie melodie è un piacere non solo per veri intenditori, ma per tutti coloro che amano il folk nelle sue espressioni più fantasiose e raffinate.

Redazione sanmarcoinlamis.org


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